Hai pensato di sbiancarti i denti? In alcuni casi è meglio non iniziare nemmeno

Prima di sbiancare i denti: cosa valutare

Lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti più richiesti in assoluto. Ma è anche uno dei più fraintesi: c’è chi lo prenota aspettandosi un risultato che, semplicemente, non può dare.

Perché non funziona sempre allo stesso modo

Lo sbiancamento agisce sullo smalto naturale del dente, schiarendone il colore attraverso un gel a base di perossido attivato da una luce specifica. Il punto che spesso non viene spiegato è che questo processo funziona solo sui denti naturali: non ha alcun effetto su otturazioni, corone, faccette o ricostruzioni, che restano del colore originale con cui sono stati realizzati.

Questo significa che, in una bocca con più restauri visibili nella zona del sorriso, uno sbiancamento può creare un effetto disomogeneo: i denti naturali si schiariscono, i restauri restano invariati, e il risultato finale può risultare meno naturale di quanto ci si aspettava.

I casi in cui conviene fermarsi a riflettere

Ci sono situazioni in cui, prima di procedere, vale la pena una valutazione più approfondita:

  • Discromie da tetraciclina: le macchie causate da questo antibiotico, spesso assunto in età pediatrica, tendono a non rispondere bene allo sbiancamento tradizionale.
  • Denti con restauri visibili nella zona anteriore: rischio di disomogeneità cromatica, come spiegato sopra.
  • Gengive infiammate o carie attive: vanno curate prima di qualsiasi trattamento estetico, non dopo.
  • Sensibilità dentale già presente: va indagata la causa prima di sottoporre i denti a un trattamento sbiancante.

Cosa conviene fare in questi casi

Non significa rinunciare a un sorriso più luminoso: significa, spesso, orientarsi verso soluzioni diverse. Faccette in ceramica o altre riabilitazioni estetiche possono restituire uniformità di colore e forma anche dove lo sbiancamento non basterebbe da solo.

Come si stabilisce se lo sbiancamento è la scelta giusta per te

La valutazione parte da una visita in cui si osserva lo stato di denti e gengive, si individua l’origine delle discromie e si verifica la presenza di restauri nella zona visibile del sorriso. Solo dopo questo controllo si può stabilire se lo sbiancamento è la strada più efficace o se conviene considerare un’alternativa.

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Domande frequenti

No. Le discromie da tetraciclina, ad esempio, rispondono poco allo sbiancamento tradizionale e spesso richiedono soluzioni diverse.

Puoi farlo, ma la corona non cambierà colore: valuta con il dentista se questo crea uno squilibrio estetico visibile nel tuo caso.

Sì, carie attive o infiammazioni gengivali vanno sempre risolte prima di un trattamento estetico come lo sbiancamento.

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